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Quanto è libera una stampa non indipendente?

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La stampa dovrebbe essere il “quarto potere”, quello che dovrebbe vegliare sui tradizionali poteri legislativo, esecutivo, giudiziario. Ma se poi la stessa stampa è controllata da lle holding degli editori, delle banche, dai fondi di investimento finanziari, dagli sponsor pubblicitari, nonché da contributi governativi, quanto può essere libera di vegliare sugli altri poteri e criticare? L'Italia non ha mai brillato per libertà di stampa, e lo sappiamo da anni (a ttualmente rimaniamo al 41 posto nella graduatoria mondiale stilata da Rsf Report senza Frontiere). In Italia, il 53,29% delle copie vendute a gennaio 2021 sono controllate da soli 4 gruppi editoriali : GEDI Gruppo Editoriale, RCS MediaGroup, Caltagirone Editore e Editore Nazionale. Se consideriamo invece solo i giornali che hanno una diffusione superiore a 50.000 copie (65,39% del totale delle copie vendute) questi quattro gruppi ne controllano ben 10 su 13. Questo accentramento mette a rischio la pluralità e l’indipenden...

Non basta commemorare il passato

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Oggi è il giorno della Memoria. Il mio prof di italiano ci invitava sempre a fare collegamenti, perché la storia non è morta e defunta, ammuffita nelle pagine di un libro, diceva, ma ha sempre legami col presente, è viva e vegeta, insegna e permea ogni cosa. Ci invitava a tessere legami tra passato, presente e futuro e legami tra discipline. Ci invitava ad avere mente elastica e non a compartimenti stagni. Solo così, diceva, potremo evitare gli errori del passato e migliorare come specie. Però attualmente vige una strana forma di purismo. Nessuno può più fare collegamenti. Nessuno può parlare della discriminazione presente, oppure viene accusato di lesa memoria. Secondo i puristi è vietato fare collegamenti o anche solo provare un certo imbarazzo perché: 1) non c'è alcuno sterminio in atto 2) se proprio vogliamo impietosirci per qualche discriminazione, allora si può fare solo per le minoranze discriminate per nascita e non per scelta. 3) non è discriminazione se giustificata da un...

Il gruppo Famiglie senz'auto contro il Green Pass sui mezzi pubblici

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Condividiamo il comunicato stampa del gruppo Famiglie senz'auto, rete di circa 2000 famiglie che in tutta Italia n on ha auto di proprietà. A questo comunicato ha aderito anche il gruppo  "Parents For Future" di Bologna. Come gruppo Famiglie senz'auto, vorremmo esprimere una sincera preoccupazione riguardo all'introduzione del green pass sui mezzi pubblici, anche per minori. Senza entrare in merito alla discussione sui vaccini, (nel nostro gruppo ci sono persone vaccinate e non), siamo profondamente preoccupati perché l'obbligo del GP e la preannunciata militarizzazione delle stazioni, avrà come effetto quello di escludere tante persone da treni, bus, metro. Mezzi pubblici che sono a tutti gli effetti servizi di base (necessari per esercitare un basilare diritto umano), tanto quanto lo sono le poste, le banche, i negozi di alimentari... Saranno impossibilitati a muoversi soprattutto quelli che (per qualsiasi motivo non vaccinati) non hanno auto e non hanno abb...

Sciopero della fame contro ogni discriminazione

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Da Pressenza In questo lungo inverno dei diritti, oltre alla disobbedienza agli ordini ingiusti, sempre più cittadini stanno portando avanti scioperi della fame: ha iniziato il 31 dicembre Davide Tutino, professore di liceo a Roma, sospeso perché non vaccinato (ma guarito da un anno), poi a staffetta il prof Saverio Mauro Tassi, Diego Zannoli, Luigi Magli.  A loro si sono uniti un nutrito gruppo di scrittori, giornalisti, pedagogisti, operatori sanitari: Carlo Cuppini, Paola Olivieri, Licia Coppo, Sergio Porta, Antonella Marsilia, Luca Cellini e tanti altri in solidarietà, tra cui Alberto Cantoni e Donatella Campai, Ivan Crico. Scioperi portati avanti con mitezza e determinazione, con la vera forza della nonviolenza. Una staffetta di persone vaccinate e non, che andrà avanti fino al 31 marzo. Ognuno digiuna finché può. Chi 10 giorni, chi 24 ore, ma quel che conta è il messaggio: basta discriminazioni! Questa la lettera scritta all’inizio dello sciopero della fame iniziato   D...

Per un cammino radicalmente ecologista e non violento

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Come pacifist* ed ecologist*, vorremmo contribuire al dibattito che attualmente infiamma e spacca la società. Siamo profondamente preoccupat* per la pericolosa polarizzazione e radicalizzazione del conflitto: da una parte i gruppi più violenti ed eversivi che cavalcano il malessere sociale, dall'altra il blocco di potere politico-industriale-mediatico che governa il paese e che impone il suo programma liberista. Condanniamo nel modo più fermo i neofascisti ed ogni violenza, e tutti coloro che spalleggiano questi gruppi, chiedendoci perché siano stati lasciati agire impunemente dalle autorità, negli eventi del 9 ottobre a Roma. Queste violenze non fanno altro che delegittimare ogni forma di protesta e sono l'occasione per stringere e limitare il diritto a manifestare (cosa che puntualmente sta accadendo). La nostra è una società malata, e non solo a causa della pandemia Covid-19. Una società che ha ereditato, ancor prima del Covid-19, modelli socio-economici e stili di vita...